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Ecco un vero e proprio piccolo bassorilievo, una sorta di gioiello dell’intuizione plastica. Un oggetto che riassume mirabilmente l’ispirazione linguistica e formale di Zazzeri, e la intreccia a un’idea di racconto che efficacemente e suggestivamente esprime, con un’immagine forte capace di grande sintesi, lo spirito complessivo della Cooperazione: da una parte l’amicizia, che la sottende e ne costituisce il lubrificante, e dall’altra la concordia, che ne è la indispensabile condizione operativa.
Il simbolismo è chiaro. Una sorta di fiamma si alza ad illuminare l’immagine centrale della medaglia, con la patina aurea del bronzo a delineare i profili delle case e definire, come una piramide d’energia, l’ordinato intreccio dei corpi che, appunto, tutti assieme cooperano per raggiungere una meta superiore. Plasticamente dinamica, inquieta, tesissima, l’immagine è come pervasa da un vibrante senso d’energia, capace addirittura di far dimenticare, o almeno di attenuare, la presenza un po’ burocratica, ma ovviamente necessaria, delle scritte celebrative della medaglia. |